écoutez la voix de Jean-Pierre Velly lisant ses textes (enregistrement Michel Random 1982)
première étude pour un “Bestiaire perdu” en hommage à François Lunven encre et aquarelle cm 21 x 25
le Homard aquarelle, 1985 38,4 x 55,8 cm (collection famille Velly)
Mon Âme sommeille dans les langueurs océanes,
ma vieille coque, bien ancrée meurt sur la terre des Hommes
Formello 23 nov 85
détail
Etude pour “Bestiaire perdu”
1978? aquarelle et crayon sur papier ancien 56,3 x 39 cm
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étude pour le Bestiaire perdu (avec au premier plan un portrait d’Arthur)
1977?, encre et aquarelle sur papier, cm. 19,1 x 15,5 (motif)
collection Famille Velly, Formello
Toi la rapide, la zigzagante, 1980 ca acquarelle, crayon et encre sur papier 19,5 x 31,4 cm
Oubliez mes incisives, 4 avril 1979
encre et aquarelle, 56 x 38 cm
Le premier jour,
1980, encre sur papier
67 x 50 cm
Signe de poussière,
1980, encre et aquarelle sur papier
19 x 15,3 cm
Lacrime di sangue / Un Giorno Nuovo, 1980,
crayon, aquarelle et encre sur papier
cm 56 x 39 cm
Spirale noire (pour le bestiaire perdu)
huile sur panneau
1980, 72 x 71 cm collection particulière, Paris
Aile de cristal
1980, aquarelle sur papier 70 x 50 cm
Dans mon corps carapacé
1980, crayon, encre et aquarelle sur papier, 55,9 x 39 cm
collection particulière, Rome
Le clair que tu hais, 1980, encre sur papier
Je t'ai prise..., 1979/80, crayon, encre et aquarelle sur papier
Dans mon corps en tempête
1980, crayon, encre et aquarelle sur papier, cm. 38 x 25
Je trouverai pour toi
1978, crayon, encre et aquarelle sur papier
Dans la nuit étoilée des poètes
1980, crayon, encre et aquarelle sur papier
En pleurs de larmes (vertes demeures)
1980/ 81, crayon, encre et aquarelle sur papier, cm.56 x 39
Chaque jour en plus, 1978 ca,
crayon, aquarelle et encre sur papier
Mon sang se coagule, mai 1978,
crayon, aquarelle et encre sur papier
Bête charnière
1980, crayon, encre et aquarelle sur papier
Sec, évapore encore, 1980 ca
encre et aquarelle
Vous m’avez cloué, 1977
crayon, aquarelle et encre sur papier
48 x 35 cm
Scomparsa insieme al sole
l’ombra mia
Dal nero che ti manca nasce l’odiato chiaro
Raccolsi la tua morte
reinventando per te la persa vita
tu non sai non sapria
Io troverò per te piccolo morte
gocce d’ombre vivifiche.
Franto il corpo in tempesta
mi raggiunse il silenzio.
Tra le spille di febbre dei poeti, fra le stelle
ti sei mutato nell’oscurità.
Voi m’avete inchiodato
ed ero solo un ospite precario.
Vivendo
era già infitto nei ricordi
il sentimento
di questa condizione.
Si rapprende il mio sangue
nello spazio dei vostri domini
e si fa pietra
se i miei spazi occupate
In lacrime di pianto sulle piogge,
muffaglie.
Nella salda corteccia
i liquidi scorrevano tranquilli
la cometa funesta s’appuntava
al vortice d’un dardo.
. . . . . . . .
Mia vita bruna
fuggita ad incrinare il sole!
Bestia cardine
sostegno d’anima
bestia dannata
bestia stridente
bestia vissuta dalla vita altrui.
Le lacrime di sangue sono acqua tinta.
Evanirà il liquore,
ma lascia fare, in qualche modo ti ritornerà,
tu pensa solamente a mantenere i segreti colori
Un giorno nuovo
è un taglio alla mia vita
io sono la notte nella notte
e notte è mio domani.
Ala di cristallo contro il sole
è l’inferno
paradiso
è l’ala nera trasparente e sola
nel soffio benigno della notte
Dimenticate il morso
la setola rubina
la nera peste
cancellate tutto.
In vero come voi
avevo solo fame
e dirito di vivere.
Ormai quasi materia
svaporando
in vita ancora in morte
sacco del niente
traccia di te
Tu
re veloce della via spezzata
cieco consapevole notturno
senza scudo di tenebre e di grotta
senza il tuo cielo nero.
Hanno fermato corsa ali mistero
t’hanno inchiodato
quattro punti
è tutto.
T’hanno inchiodato senza vergogna
per nascondere la loro vergogna
non avevano diritto alle ali
agli occhi d’oltreluna
alle tue zampe lievi.
Così si fa il miniato! E’ solo storia
scritta sulla pelle degli altri.
Fu lungo e doloroso il primo giorno
la prima notte non finiva più.
Percorsi il nuovo giorno e già conoscevo la notte
il suo ritorno mi fu quasi amico
altra alba sembra si stia sollevando
la terza finalmente
Spirale nera
frantoio d’elitre e d’ossa
marciscono i velluti
e la speranza.
Gli agguati del silenzio
oggi aspettavano
un volo di cetonia.
Segno di polvere
procedendo il tempo
simile al vento
che trascorre
Nella mia fine il mio principio.
Aliando sulla fragile caduta
Un altro dio
Manipola di lacrime
I cristalli dell’ultimo sogno
E canta canta l’elegia contigua
Che la paura d’uomo ha spento
Unico torno in me
Dia me ragione
Io così sia
Immortale.
L.V.
traduzione delle poesie di Jean-Pierre Velly a cura di Luca Valerio
Homard (Astice anche detto Gambero)
1981 aquarelle et crayon sur papier ancien 38 x 56 cm
Langouste (Aragosta anche detto Crostaceo)
1981 aquarelle et crayon sur papier ancien 38 x 56 cm
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